Antichissimi borghi fatti di pietra, ripide pareti di arrampicata e facili passeggiate in alta quota, sentieri e piste da percorrere a piedi, in mountain bike o a cavallo, la Via del Sale su cui avventurarsi con la moto.
E ancora lo straordinario Pane di Triora, l’olio finissimo ricavato dalle olive taggiasche, il morbido
fagiolo bianco di Badalucco (presidio Slow Food), un vino unico come il Rossese e tante occasioni per ritrovare se stessi, non solo attraverso il cibo.
Ma prima ancora l’incontro con un paese incantato, attaccato a mezza costa, con una lunga storia…
C’è qualcosa di angoscioso, sto per dire di feroce e disperato, nella traccia umana che ha aggredito e morso quei dirupi, gradinandoli e terrazzandoli fino a incredibili altezze, con una somma di lavoro e di fatica che spaventa, per piantarvi giù in basso l’olivo lento e
prezioso e l’avara vite e per seminarvi, più in su, un pugno di buon fieno montagnino.
Non credo che nessun tornaconto abbia giustificato mai un lavoro tanto imponente e formidabile quanto scarso di frutti.
Lo giustifica solo un amore religioso per la terra.riccardo bacchelli
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